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    Venaria Reale

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    Cortile interno della Reggia di Venaria Reale

    All’inizio, nel XVI secolo, era Altessano Superiore, a distinguersi dalla Altessano Inferiore che, pare, avesse un clima meno salubre per via della posizione meno elevata. Il nome “Venaria” le venne attribuito quando il Duca Carlo Emanuele II, verso il 1600, fece costruire una palazzina di caccia che divenne anche sede degli ufficiali della caccia Reale. Il nome deriva infatti dal francese “Veneri”, che sta a significare la caccia a cavallo.

    La sua posizione geografica, alla confluenza dei due fiumi Ceronda e Stura di Lanzo, ha fatto si che già nel 1978 vi nascesse il Parco Regionale della Mandria, uno dei sei parchi piemontesi ma soprattutto il parco che diede inizio alla realizzazione dei Parchi Regionali Italiani. Il Parco della Mandria appartiene al patrimonio della Regione Piemonte, conserva al suo interno uno degli ultimi lembi di foresta pianiziale esistente, ospita e tutela diverse specie animali allo stato brado ed è un importante punto di nidificazione degli uccelli di passo.

    Venaria Reale è l’unico comune del Piemonte a possedere due distinte Residenze Sabaude, la Reggia di Venaria Reale, del sei-settecento, e gli Appartamenti Reali di Borgo Castello, dell’ottocento, situati nel Parco Regionale della Mandria.

    Il suo centro storico nasce da un progetto di Amedeo di Castellamonte tra il 1667 ed il 1690 volto a creare una degna scenografia urbanistica in grado di dar risalto all’ingresso della Reggia, una sorta di congiungimento con il borgo ricco di botteghe dedite al commercio, all’artigianato e alle costruzioni. La pianta del borgo, nelle idee del Castellamonte, avrebbe dovuto rappresentare il Collare dell’Annunziata – massima onorificenza di Casa Savoia – con la piazza Dell’Annunziata quale medaglione.

    La piazza è un pregevole esempio di arte e architettura barocca, con le esedre degli edifici portici al cui centro vi sono due colonne completate dalle statue dell’Annunziata e dell’Angelo Annunziante. Su un lato della piazza si erge la Chiesa della Natività di Maria Vergine: costruita tra il 1664 ed il 1671, avrebbe dovuto avere di fronte a se una chiesa gemella così da rendere perfettamente simmetrica la visione di chi avesse osservato l’ingresso alla Reggia. La seconda chiesa non fu mai costruita ma, al suo posto, venne eretto l’Ospedale Civile dall’ingresso e dalla facciata simile a quello dell’edificio religioso.

    Ma ciò a cui la città deve, soprattutto oggi, la sua fama, è la Reggia voluta, nel 1659, dal Duca Carlo Emanuele II: oltremodo ambizioso, la Reggia avrebbe dovuto sottolineare il suo potere in ambito europeo soprattutto dopo che lo stesso duca aveva preso possesso dell’isola di Cipro. Anche questo progetto fu affidato al primo architetto di corte, Amedeo di Castellamonte, che realizzò la Reggia e i giardini reali, e plasmò il Borgo per renderlo omogeneo alla reale costruzione. L’edificazione della Reggia di Diana durò 15 anni (1660 – 1675) ma già nel 1693 l’architetto Michelangelo Garove ricevette l’incarico di rinnovarla per adattarla ai nuovi gusti dell’epoca. I lavori di ampliamento ripresero poi nel 1716 con Filippo Juvarra quando il ducato venne trasformato in regno. Il periodo francese segno la fine della reggia: dopo la Restaurazione, e per tutto l’800, l’intero complesso reale venne adibito a caserma. Oggi è una meraviglia architettonica visitata annualmente da numerosissimi visitatori che non esitano a paragonarla ad altre celebratissime residenze reali d’oltralpe, considerandola addirittura superiore. La Reggia di Venaria è considerata dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità.