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    Saluzzo

    Saluzzo-Imc

    Saluzzo

    Datare la nascita della città di Saluzzo non è facile: i primi documenti che la citano sono all’incirca dell’anno 1.000, ma il ritrovamento di numerosi reperti archeologici dell’epoca romana fanno presumere che i primi insediamenti nel saluzzese risalgano a molto tempo prima. Saluzzo è parte della Provincia di Cuneo ed è situata a valle del Monviso; inizialmente piccolo borgo, Saluzzo deve il suo iniziale sviluppo alla decisione di farne la capitale dei propri domini del primo marchese Manfredi (XII secolo). Quindi, da borgo divenne città fortificata con tanto di castello e doppia cinta muraria protettiva, ed iniziò la sua espansione che la portò ad inglobare numerosi territori circostanti.

    Furono i successori del primo Marchese Manfredi – Ludovico I e Ludovico II – nel XV secolo, a trasformarla: lo sviluppo economico, la prosperità dovuta ad un lungo periodo di pace e l’attenzione alle arti e alle lettere, trasformarono il Marchesato di Saluzzo (che rimase autonomo per ben quattro secoli) in un centro vitale, ricco ed elegante. Si costruì l’imponente Cattedrale, si scavò il “Buco di Viso” primo tunnel scavato nelle Alpi per favorire le comunicazioni col sud della Francia, si praticarono importanti interventi nei sistemi irrigui così da sostenere e sviluppare l’agricoltura e l’artigianato e si lavorò a quella ristrutturazione tanto importante per trasformare il centro di Saluzzo – disteso a raggiera sulla collina – nel gioiello d’arte e architettura che ancora oggi possiamo ammirare.

    Arrivando a Saluzzo, da qualsiasi parte si provenga, lo sguardo corre immediatamente alla sommità della collina dominata dal maestoso Castello dei Marchesi che, sovrastando il borgo medievale disteso ai suoi piedi, si staglia netto dalla scenografica cornice rappresentata dal Monviso. Il castello – chiamato “La Castiglia” – è l’emblema dell’importanza che la seppur piccola città ha saputo acquisire nel corso della sua storia. Voluto dal Marchese Tommaso I, viene eretto tra il 1270 ed il 1286 utilizzando le fondamenta delle precedenti fortificazioni, un complesso di più edifici che, forse, contribuiscono a definire il nome del nuovo maniero (la Castiglia è il plurale, in latino, di castello). Il suo essere situato sulla vetta della collina era, ovviamente, una scelta attuata per scopi di difesa e di controllo, oltre che a far notare al visitatore la “grandezza” dei marchesi.

    Nel corso dei secoli il castello vide rifacimenti e disfacimenti, con una parabola discendente che lo portò a diventare prima una caserma (durante l’occupazione Napoleonica ) e poi addirittura prigione, nel 1825. Tutto ciò fece si che andassero distrutti gli arredi, i dipinti, i marmi e gli affreschi che lo ornavano. Solo nel 2006 venne avviato un processo di recupero e ristrutturazione per restituire il castello alla città e ai visitatori: i suoi spazi ospiteranno l’archivio storico, spazi destinati a museo e ad eventi di particolare importanza e persino uno spazio destinato alla ristorazione di altissima qualità.